venerdì 11 maggio 2007

Banda larga per tutti, la scommessa italiana per entrare nel mercato del futuro

Wi-fe, VoIP, web tv e mobilità intelligente: le nuove sfide tecnologiche passano attraverso internet. Ma l’Italia deve correre per adeguarsi
  • La banda larga è già una realtà, ma non per tutti; purtroppo la connessione veloce in Italia non è presente su tutto il territorio e questo arretra di molto il nostro “Bel Paese” nei confronti del resto del mondo costringendolo prima o poi ad adeguarsi se vorrà competere con gli altri stati che corrono molto veloci.
  • Con la dizione banda larga ci si riferisce in generale alla trasmissione dati dove più dati sono inviati simultaneamente per aumentare l’effettiva velocità di trasmissione.
    Nella legislazione italiana ed europea manca una definizione ufficiale del termine, tuttavia la commissione Europea usa il termine banda larga per indicare una connessione più veloce di quella assicurata da un nomarle modem.
  • Il nostro paese seppur si è sviluppato molto velocemente per certi aspetti non può competere con il resto del mondo come nei primi anni del ‘900 e se vorrà competere occorre l’impegno di tutti.
  • Quando anche in Italia inizierà ad essere presente su almeno quasi tutto il territorio la possibilità d’avere una connessione a banda larga vi ci saranno anche molti più servizi che interesseranno sia al singolo e sia l’azienda.
  • L’entrata in uso della banda larga su tutto il territorio italiano, o quasi, potrebbe portare anche ad un definitivo cambiamento del settore della telefonia: VoIP ( è una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione internet) ha già iniziato a cambiare il sistema mondiale della telecomunicazione e proprio grazie alla diffusione della connessione veloce potrebbe avere il suo vero e proprio “bom”!!!
  • L’Ue ha purtroppo bacchettato l’Italia perché l’ha giudicata uno dei paesi più arretrati per la copertura della banda larga. Questo giudizio ha suscitato qualche protesta perché esso si è basato sul calcolo della percentuale di linee, quando il nostro paese è arretrato nella strumentazione (es. computer) e non sulla rete.
    Dal giudizio dato dall’Ue non dobbiamo però prendere paura; il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha, infatti dichiarato che il governo è pronto a portare internet ovunque e senza fili in quattro anni.
  • Un passo importante lo si potrebbe avere già a giugno con l’assegnazione delle prime licenze Wi-Max italiane che porterebbero l’utilizzo della banda larga anche in zone rurali anche se vi sono molti dubbi: uno fra tutti è che anche questa tecnologia radio necessita di un spettro di banda che per ora è in mano a militari e radar; ci vorranno anni prima che questa venga liberata.
    La Wi-Max è una piattaforma molto utile, ma complementare rispetto alle altre (Adsl e fibra ottica) che non le può andare a sostituire e problemi come l’ostacolazione del segnale in edifici alti sarà ugualmente presente.
  • La capitale è la prima città italiana a sperimentare la nuova tecnologia a banda larga in spazi pubblici e questo è un passo in avanti molto importante.
    Quello che tutti noi ora come ora dobbiamo fare è di occuparci della diffusione della cultura digitale e informatica, per far capire alle persone quali potranno essere i servizi che potranno usufruire.
Questo è un riassunto tematico ricavato dall’intervista fatta al presidente della Cesit (Centro studi e ricerche sistemi di trasporto collettivo) che si può trovare andando a visitare il Link.

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